Ogni Autore può inviare il proprio articolo, esclusivamente di argomento storico-artistico di ambito europeo, alla mail red.confronto@gmail.com entro il mese di marzo di ogni anno.
Il testo verrà discusso dal Comitato di redazione e, se accettato, inviato a referaggio. Le due schede compilate dai Referee in forma anonima verranno poi inviate all’Autore, che dovrà necessariamente tenere in considerazione quanto eventualmente richiesto e attenersi ai tempi indicati dalla Segreteria di redazione per restituire l’articolo debitamente adeguato alle Norme redazionali.
Il numero completo della Rivista uscirà entro la fine dell’anno.
Scarica qui le norme redazionali della rivista Confronto
I saggi dovranno rispettare l’estensione massima di 40 cartelle (ogni cartella si intende composta da 2000 battute, spazi e note inclusi, quindi max. 80.000 battute) con un corredo di max. 25 foto mentre per i contributi sono previste max. 20.000 battute e max. 15 foto. I testi andranno redatti in formato Word (corpo 12 per il testo, corpo 10 per le note, corpo 11 per le citazioni lunghe) e saranno consegnati assieme alle immagini (non più di 25) all’indirizzo mail:
Qualora la proposta di pubblicazione fosse accettata, all’autore verrà richiesto l’invio di un riassunto del proprio contributo (non più lungo di 1000 battute, spazi inclusi) e un elenco dei nomi citati sia nel testo che nelle note e nell’eventuale appendice documentaria.
Illustrazioni e didascalie
Le immagini (max. 25 foto per i saggi; max. 15 foto per i contributi), preferibilmente a colori, vanno fornite in formato digitale (300 dpi, formato TIF o JPEG, base 20 cm equivalenti a circa 2000 pixel);
i files delle foto dovranno essere nominati con il cognome dell’autore seguito da un numero progressivo corrispondente ai riferimenti, che andranno a loro volta inseriti nel testo tra parentesi tonde e preceduti dall’indicazione fig.:
Es.: … il Palazzo Carafa a Napoli (fig. 1; figg. 3-6).
Le immagini dovranno essere accompagnate da un file Word con relative didascalie e l’indicazione delle eventuali referenze fotografiche. Sarà cura degli autori fornire il permesso di pubblicazione delle immagini.
Es.:
Nome e cognome dell’autore, soggetto, eventuale data, eventuale indicazione che è un particolare. Comune (sigla della Provincia se diversa dal Comune), luogo o ente etc., eventuale specifica di collocazione.
– Domenico Morelli, Gli Iconoclasti, 1853. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte.
– Francesco Solimena, Cacciata di Eliodoro dal Tempio. Napoli, chiesa del Gesù Nuovo, controfacciata.
– Giacomo Del Po (qui attr.), San Pietro in gloria tra angeli. Caivano (Na), chiesa di San Pietro apostolo, soffitto della navata centrale.
– Ignoto pittore campano metà sec. XV (Antonello da Capua o del Perrino?), Madonna dell’umiltà. Napoli, chiesa di Santa Maria la Nova.
– Manifattura napoletana del 1470-1480, Albarello. Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, collezione Mario De Ciccio.
– Antonio Di Lucca su disegno di Giuseppe Astarita e di Bartolomeo Vecchione, altare maggiore. Giugliano (Na), chiesa della Santa Casa dell’Annunziata.
– Salerno, cattedrale di Santa Maria degli Angeli, ambone Aiello, lettorino del prospetto frontale.
Redazione del testo
Le note vanno inserite a piè di pagina e devono essere numerate in progressione. Gli esponenti della nota devono sempre precedere la punteggiatura e nel caso vi siano parentesi devono essere posti fuori.
Es.: Civiltà del Seicento1; don Pedro de Toledo (viceré di Napoli)1
Maiuscolo: si usa limitatamente e solo per iniziali di nomi, titoli di opere, istituzioni, musei, gallerie etc., e per trascrizioni di epigrafi.
Es.: Museo Nazionale di Capodimonte; chiesa di Santa Chiara; Cattedrale di Napoli; Duomo di Salerno; Cappella Contarelli (diversamente invece: entrando nella cappella della famiglia Contarelli); Piazza San Giacomo; Palazzo Pignatelli (diversamente invece: nel palazzo della famiglia Pignatelli); Seggio di Nido; Galleria Principe di Napoli.
– Altri esempi: don Pedro de Toledo e non Don Pedro de Toledo; regina Sancia e non Regina Sancia (nel caso si voglia indicare una regina già citata nel testo: la Regina).
– Per i santi: san Francesco, se si intende il santo, San Francesco, se si indica un’opera; San Francesco, se si indica una chiesa.
I secoli vanno scritti in lettere, con iniziale maiuscola, o in cifre romane; per i decenni l’iniziale va in maiuscolo solo se è sotteso il secolo:
Es.: Il Quattrocento; gli anni Trenta; gli anni trenta del Novecento; nel XIX secolo (oppure, per le didascalie: sec. XIV; secc. XVI-XVII).
Maiuscoletto: si usa solo nelle note per le sigle che si vogliono adottare per indicare enti, biblioteche e archivi.
Es: Archivio di Stato di Napoli (d’ora in avanti ASNa).
L’uso del corsivo è limitato ai seguenti casi:
- Termini o brevi locuzioni in lingua straniera di uso non comune (diversamente da termini quali: sport, film ecc); le lunghe citazioni – anche se in lingua straniera – vanno trattate come citazioni normali.
Es.: retablo, koinè, wunderkammern, stricto (o lato) sensu, in situ, in loco, sui generis, supra, infra, ecc.
- Per le cosiddette opere d’ingegno: titoli di testi letterari, opere d’arte, film, canzoni:
Es.: San Michele arcangelo di Luca Giordano, Decamerone di Boccaccio.
Le parole da porre in evidenza vanno tra singoli apici singoli ‘…’ (con parsimonia) e non tra virgolette alte doppie “…”.
Usare sempre il trattino lungo – per separare e non quello breve – (che serve a unire le parole tra le quali è inserito).
Con l’asterisco * si può segnalare una breve pre-nota contenente informazioni sul testo, ringraziamenti, ecc. (da porre prima delle note e senza rimandi nel testo o sul titolo).
Citazioni
Le citazioni nel testo, se brevi, vanno tra virgolette basse «…».
Qualora le citazioni superino le tre righe saranno inserite, senza virgolette, in corpo minore (Times New Roman corpo 11), staccate dal testo principale con uno spazio.
Le intercitazioni vanno inserite tra virgolette alte doppie “…”.
Eventuali omissioni di parole o brani si segnalano con tre puntini di sospensione tra parentesi tonde (…); in caso di documenti, manoscritti, ecc., ove il testo non è leggibile, usare parentesi quadre con tre puntini di sospensione […]. Le parentesi quadre si usano anche per eventuali interpolazioni o commenti dell’autore nel testo citato.
Le abbreviazioni di sicuro significato vanno sciolte senza particolari segnalazioni; per le interpretazioni dubbie o problematiche la soluzione andrà entro parentesi tonde ( ); le interpretazione congetturali vanno poste tra parentesi uncinate < >.
Indicazioni specifiche per le note
Per le indicazioni bibliografiche all’interno delle note attenersi ai seguenti esempi, rispettando tondo e corsivo, virgole e spazi. Nel caso di più autori i nomi vanno separati da virgole e mai da trattini. Il nome del curatore (o dei curatori) deve seguire e non precedere il titolo.
Non si usa AA.VV.
La città di edizione va sempre nella lingua originale.
In caso di testo in altra lingua, si possono utilizzare le formule corrispondenti di ‘a cura di’ (es.: ‘ed. by’).
Nell’indicazione del volume e del tomo, le parole ‘volume’ o ‘tomo’ vengono omesse. Il volume si indica con numero romano, il tomo con numero arabo e vanno separati con un punto non seguito dallo spazio.
Es.: G. Donatone, La maiolica napoletana dalle origini al secolo XV, in Storia di Napoli, IV.1, Cava dei Tirreni 1974, pp. …
Monografie
Nome puntato e Cognome dell’Autore, Titolo, luogo anno (in caso di più autori separare i nomi con una virgola e mai con trattini o congiunzioni).
Es.: F. Bologna, L’incredulità del Caravaggio e l’esperienza delle “cose naturali”, Torino 1992.
– O. Ferrari, G. Scavizzi, Luca Giordano: nuove ricerche e inediti, Napoli 2003.
– Campania barocca, a cura di G. Cantone, Milano 2003.
Nei volumi pubblicati fino all’anno 1860 va indicato l’editore (o tipografo) tra luogo e anno.
Qualora il titolo sia troppo lungo, abbreviare con puntini sospensivi, preceduti e seguiti dallo spazio:
Es.: C. Celano, Notitie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli … , Napoli, nella stamperia di Giacomo Raillard, 1692, III, p. 25.
n.b.: Quando possibile, indicare luogo e anno della prima edizione seguiti da quelli dell’edizione consultata.
Es.: J. Pope-Hennessy, Italian Renaissance Sculpture (1958), New York 1983.
oppure
- Blunt, Neapolitan baroque & Rococo architecture, London 1975, ed. cons. Architettura barocca e rococò a Napoli, a cura di F. Lenzo, Milano 2006.
- Wittkower, Arte e architettura in Italia: 1600-1750 (1958), Torino 1972, traduzione di L. Monarca Nardini, M.V. Malvano, ed. cons. Torino 1993, con un saggio di L. Barroero.
- De Dominici, Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani, Napoli, stamperia del Ricciardi, 1742-1745, ed. commentata a cura di F. Sricchia Santoro, A. Zezza, Napoli 2003-2014.
Se di un autore si cita più volte un unico contributo, lo si può indicare semplicemente con op. cit. a partire dalla seconda citazione.
Es.: G. Pane, La tavola Strozzi tra Napoli e Firenze: un’immagine della città nel Quattrocento, Napoli 2009, p. 140.
In seguito: G. Pane, op. cit., pp. 139-142.
Se di un autore si menzionano più contributi, per le citazioni successive alla prima si ricorre a: Autore, Titolo abbreviato, cit., pp…(attenzione a inserire la virgola prima e dopo cit.).
Es.: F. Bologna, L’incredulità del Caravaggio, cit., pp. 250-251.
Saggi in volume
Autore, Titolo, in Titolo raccolta, a cura di…, luogo edizione data, pagine.
Es: M. Serio, Il riordinamento delle strutture centrali e periferiche, in Istituzioni e politiche culturali in Italia negli anni Trenta, a cura di V. Cazzato, Roma 2001, II, pp. 615-620.
- Leone de Castris, Breve itinerario delle raccolte farnesiane attraverso le fonti e gli inventari, in Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte. La collezione Farnese, Napoli 1994-1996, I, La scuola emiliana: i dipinti. I disegni, pp. 27-55.
Riviste o giornali
Autore, Titolo, in … «Titolo rivista», eventuale serie (in cifra romana seguita dall’abbreviazione s.), volume o annata (in cifra romana), anno, numero (indispensabile quando i singoli numeri o fascicoli non sono raccolti in volumi o annate con numerazione di pagine continua), pagine.
Es: D. Jaffé, Aspect of Gem Collecting in the Early Seventeenth Century, Nicolas-Claude Peiresc and Lelio Pasqualini, in «The Burlington Magazine», CXXXV, 1993, p. 105.
- Girosi, La Pinacoteca di Capodimonte, in «Il Mattino», 27 ottobre 1932.
- Pane, Belforte e Castel S. Elmo: una dialettica tra immagini e documenti, in «Napoli nobilissima», VI s., IV, 2013, pp. 161-176.
- Naldi, La “Madonna di Loreto” per i Cappuccini di Castellammare di Stabia e il segmento “raffaellesco” di Fabrizio Santafede, in «Prospettiva», 113/114, 2004, pp. 167-174.
- Pierguidi, I busti degli avi nelle collezioni seicentesche dei Barberini (con una revisione della cronologia dei ritratti di Bernini degli anni Venti), in «Bollettino d’arte», VII s., XCVIII, 2013 (2014), 18, pp. 33-50.
Cataloghi di mostre e atti di convegno
Autore, Titolo, in Titolo, cat. mostra /atti del convegno, luogo anno, a cura di …, luogo edizione anno, pagine.
Es: I. Valente, Grandi cicli decorativi a Napoli negli anni Trenta: un percorso fra la Stazione Marittima e la Mostra d’Oltremare, in Arte a Napoli 1920-1945. Gli anni difficili, cat. mostra, Napoli 2000, a cura di M. Picone Petrusa, Napoli 2000, pp. 53-66.
Editoria e cultura a Napoli nel XVIII secolo, atti del convegno, Napoli 1996, a cura di A.M. Rao, Napoli 1998.
Schede, note o commenti critici
Autore (in tondo) in Titolo del testo, ecc., pagine, eventuale n. scheda.
- Vargas in Il Museo Diocesano di Napoli. Percorsi di arte e di fede, a cura di P. Leone de Castris, Napoli 2008, p. 80, n. 12.
- D’Agostino in B. De Dominici, Vite de’ pittori, scultori, ed architetti napoletani, Napoli, stamperia del Ricciardi, 1742-1745, ed. commentata a cura di F. Sricchia Santoro, A. Zezza, Napoli 2003-2014, III, p. 730, nota 11.
Voci da enciclopedie
Seguono i criteri dei saggi in volume
(non si usano le locuzioni ad indicem o ad vocem)
Es.: A.M. Ciaranfi, Mino da Fiesole, in Enciclopedia italiana di scienze lettere ed arti, XXIII, Roma 1934, pp. 402-403.
- Bologna, De Dominici, Raimondo, in Dizionario Biografico degli Italiani, XXXIII, Roma 1987, pp. 629-632.
Numerazione delle pagine
Es.: F. Bologna, L’incredulità del Caravaggio e l’esperienza delle “cose naturali”, Torino 1992, pp. 250-251; oppure: pp. 250, 257; oppure: pp. 250 e sg. [seguente] oppure sgg. [seguenti]
Usare passim esclusivamente quando l’argomento cui ci si riferisce ricorre in un’opera con frequenza tale che l’elenco dei numeri di pagina ne riuscirebbe di scarsa utilità.
Qualora si citi altra opera dell’autore menzionato nel riferimento immediatamente precedente, il nome va sostituito con Idem o Eadem (in tondo).
Es.: G. Pane, La tavola Strozzi tra Napoli e Firenze: un’immagine della città nel Quattrocento, Napoli 2009, p. 140.
In seguito: Idem, Belforte e Castel S. Elmo: una dialettica tra immagini e documenti, in «Napoli nobilissima», s. VI, IV, 2013, pp. 161-176.
- Martorelli, “Io vorrei essere un grande artista”, in Domenico Morelli e il suo tempo, cat. mostra, Napoli 2005, a cura di Eadem, Napoli 2005, pp. 15-26.
Qualora si rimandi alla stessa opera citata nella nota immediatamente precedente, si ricorre a ivi (seguito dalle pagine), o ad ibidem se, oltre che al medesimo testo, si rimanda alle stesse pagine già citate.
Es: M. Picone Petrusa, Morelli-Palizzi: “noi due eravamo agli antipodi”, in Domenico Morelli e il suo tempo, cat. mostra, Napoli 2005, a cura di L. Martorelli, Napoli 2005, pp. 238-243.
In seguito: Ibidem.
Oppure: Ivi, pp. 239-241.
Abbreviazioni
L’uso delle abbreviazioni va limitato alle note, alle didascalie e alle appendici di documenti.
Le abbreviazioni di enti, biblioteche, archivi o centri di ricerca vanno indicate tra parentesi dopo la prima citazione (si veda in proposito il paragrafo successivo).
Quando si indicano le misure l’abbreviazione delle unità di misure non è mai seguita da punto e precede l’unità. La parola circa non viene mai abbreviata.
Es.: la tavola misura cm 170×100 (attenzione non inserire spazi prima e dopo x)
Di seguito un elenco dei casi più frequenti:
a.C. = avanti Cristo
app. = appendice
attr. = attribuito
c., cc. = carta, carte
- n. n. , cc. n. nn. = carta non numerata, carte non numerate
c.s.: in corso di stampa
cit. = nelle abbreviazioni dei titoli già citati
cfr. = confronta
coll. = collezione
m, cm, mm = metri, centimetri, millimetri (non puntati)
d.C. = dopo Cristo
etc. = eccetera
- = edizione
- = esempio
f., ff. = foglio, fogli
facs. = facsimile
fasc. = fascicolo
fig., figg. = figura, figure
ibidem = per indicare l’ultimo testo citato, alle stesse pagine
ivi = per indicare un testo già citato, ma con diverse pagine
- = manoscritto
n., nn. = numero, numeri
n.n. = non numerato
n.s. = nuova serie
- cit. = al posto del titolo di un’opera già citata
p., pp. = pagina, pagine
part. = particolare
r = recto
- = serie
s.d. = senza data
sg., sgg. = seguente, seguenti
sec., secc. = secolo, secoli
s.l. = senza luogo
tav., tavv. = tavola, tavole
trad. = traduzione
v = verso
Trascrizione di documenti d’archivio e di manoscritti antichi
Per la citazione di documenti manoscritti all’indicazione del titolo in corsivo si fa seguire la dizione ms. L’eventuale numerazione delle carte si indica con c. (cc.) seguito dal numero; ove occorra il numero della carta è seguito, senza spazio e sul rigo, da r per indicare recto o v per indicare verso, in corsivo senza punto.
L’istituto che conserva il fondo deve essere indicato in tondo seguito da una virgola.
La località, ove non faccia parte della denominazione, deve precedere il nome dell’istituto.
Le denominazioni del fondo, della serie e sottoserie vanno in corsivo, per esteso e senza abbreviazioni separate da una virgola.
Le indicazioni di fascio, busta, cartella, fascicolo, sottofascicolo, fogli (o carte) ecc. vanno in tondo separate da una virgola.
Il titolo dell’unità archivistica va in tondo tra virgolette.
L’uso di forme abbreviate o in sigla è ammesso, purché se ne dia spiegazione mediante la dizione «d’ora in avanti» posta tra parentesi quadre:
Es.: Archivio di Stato di Napoli [d’ora in avanti ASNa]
– Napoli, Archivio del Museo Filangieri [d’ora in avanti AMF]
– Archivio Storico del Banco di Napoli-Fondazione [d’ora in avanti ASBN], Banco dello Spirito Santo, giornale [qualora la differenziazione sia significativa, specificare se giornale di cassa o di banco] matr. 1254, 8 novembre 1732, f. 611
Per la trascrizione di fonti manoscritte la scelta del criterio da seguire dipende dalla natura del testo, e non può che essere affidata alla responsabilità del collaboratore, che adotterà di volta in volta le norme editoriali in uso in Italia per l’edizione delle fonti documentarie e di quelle letterarie. Si raccomanda inoltre di uniformarsi ad alcune convenzioni largamente seguite: integrare le lacune tra parentesi quadre [ ], o segnalarle con puntini entro parentesi quadre […], indicando eventualmente in nota la causa della lacuna; sciogliere le abbreviazioni di sicuro significato senza particolari segnalazioni, a meno che non offrano problemi di interpretazione. In tal caso la soluzione andrà segnalata con parentesi tonde ( ), dando eventualmente in nota la motivazione della scelta operata.
Le integrazioni di tipo congetturale vanno indicate tra parentesi uncinate < >.
Ogni caso di lettura incerta andrà segnalato tra parentesi tonde. I testi vanno rispettati in tutte le loro caratteristiche storiche, linguistiche, fonetiche, e le correzioni devono essere limitate ai soli eventuali errori degli scrittori, da segnalare in nota. Tuttavia si consiglia di agire sul testo con interventi che possano rendere più agevole la lettura dei documenti senza alterarne la natura e la forma: ad esempio uniformando secondo l’uso moderno la punteggiatura e l’uso delle maiuscole e delle minuscole, distinguendo i segni u (vocale) e v consonante, riducendo a i la j lunga, quando non consonantica.
Quando si pubblicheranno brani già pubblicati in altre sedi, si riprodurrà fedelmente la fonte, limitandosi a segnalare in nota eventuali annotazioni.
Altri segni diacronici:
usare il carattere | per segnalare il cambio rigo (es. trascrizione epigrafi).
usare il carattere ‖ per segnalare il cambio di pagina o carta nei documenti non cartulati.
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Prima della pubblicazione, tutti i saggi saranno sottoposti a peer review obbligatoria e anonima da parte di due Referee, esterni al Comitato scientifico e alla Redazione della Rivista.
Il giudizio del Referee potrà essere:
- positivo;
- positivo con indicazione di modifiche;
- negativo.
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